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“No alla violenza”, dal Canopoleno guerra all’omofobia

SASSARI. La scuola media e il liceo classico annessi al convitto Canopoleno hanno aderito al progetto “Io dico no alla violenza” patrocinato dal ministero Pari opportunità, dal Miur e dall’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazione razziale). Lo scopo è prevenire e contrastare i fenomeni di violenza, fondati sulla intolleranza di razza, di religione, di genere, di identità di genere e di orientamento sessuale.

Le scuole del Canopoleno, nello specifico, hanno privilegiato il programma contro l’omofobia e il bullismo di matrice omofobica e transfobica, condotto dall’AGeDO nazionale (Associazione genitori parenti e amici di omosessuali).

Questa scelta è nata dalla consapevolezza che gli alunni gay e le alunne lesbiche subiscono la stigmatizzazione sociale nel contesto scolastico, e un livello elevato di stress nel contesto extrascolastico che possono compromettere seriamente la salute mentale e il loro adattamento psico – sociale. Ed è vero, purtroppo, che la scuola può essere l’ambiente “ideale” per l’espressione di varie forme di discriminazione e violenze.
A scuola il tema dell’omosessualità è un tabù: programmi e testi scolastici ripropongono un solo modello normativo, quello eterosessuale, e non vengono nemmeno ipotizzate altre possibilità di orientamento. Oggi una delle principali cause di bullismo nelle scuole è proprio l’omofobia. La dirigente Maria Paola Curreli sostiene che «il contributo che la scuola può e deve dare per ridurre l’omofobia sociale è determinante. Essendo l’omofobia dettata dal pregiudizio, si può affrontare solo con la conoscenza e l’acquisizione di adeguate competenze sociali cioè con l’innalzamento del livello culturale delle persone».
In Sardegna hanno aderito al progetto “Io dico NO alla violenza” altre 3 scuole: le medie di Sorso e Ittiri e il liceo Azuni. Al Canopoleno il progetto ha coinvolto 2 classi terze della media, e 2 classi del 4° anno del liceo, i docenti e i genitori. Lunedì 15 e martedì 16 aprile il Canopoleno ha ospitato gli psicologi Daniele Terriaca e Federica Paragona dell’AGeDO Roma, alcuni esponenti del Mos di Sassari, alcuni educatori esterni, che hanno lavorato al mattino con le classi, e nei pomeriggi con i docenti e genitori.

(da la nuova sardegna)

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